Un’architettura
che nasce dal paesaggio
Il progetto si ispira al paesaggio dei colli bolognesi e ai terreni di arenaria, da cui trae ispirazione per forma, materia e colore. L’architettura si fonde con la collina, proseguendone la linea e trasformandosi in un volume frammentato che emerge con discrezione dal verde. Le superfici pigmentate richiamano le tonalità dei calanchi, rendendo il complesso parte integrante del contesto.
La cantina ospita gli spazi dedicati alla produzione vinicola e alla gestione del fondo agricolo. Il volume principale, incastonato nel pendio, accoglie la zona produttiva e un corpo vetrato emergente dedicato all’accoglienza: un luogo di incontro e degustazione, sospeso tra terra e orizzonte.
Continuità con il contesto
Gli ambienti di lavorazione, disposti controterra, mantengono temperatura e umidità costanti; al di sopra, la sala degustazione panoramica si apre sull’orizzonte, offrendo un’esperienza immersiva tra architettura e natura. Cemento pigmentato, infissi in acciaio e superfici neutre definiscono un linguaggio essenziale, coerente e misurato. Il tetto verde, accessibile, prolunga il terreno e restituisce alla collina ciò che l’edificio ha occupato, rafforzando il legame tra architettura e paesaggio. A completare il complesso, un secondo edificio integra magazzino e ricovero attrezzi, seguendo la stessa logica di semplicità costruttiva e continuità materica.